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Museo della Zecca Antico Principato

Luigino Seborga

Nel XVII sec. a Seborga le monete venivano prodotte nella locale Zecca, ampio locale situato al piano terreno del Palazzo dei Monaci in prossimità della porta di San Sebastiano. Le monte coniate in argento a Seborga sono note come “Luigini” in quanto ripetono –come tutte quelle circolanti sotto l’egida del Re di Francia – il nome del sovrano Re Luigi.

I “Luigini” presenti oggigiorno sono estremamente rari e se ne conosce l’esistenza di soli 12 esemplari di cui 4(coniati negli anni 1667, 1668,, 1669 e 1679 fanno parte della raccolta numismatica dell’ex Re d’Italia Vittorio Emanuele III(attualmente di proprietà dello Stato italiano al quale fu liberamente donata dall’ultimo Re d’Italia Umberto II di Savoia nel 1948) e si trovano a Roma nel Museo Nazionale di Palazzo Massimo; 2 coniati (negli anni 1668, 1669) si trovano presso il Museo imperiale di Vienna; 1 (coniato nel 1668) è presso l’Hotel de Ville di Marsiglia; 1 (coniato nel 1667) si trova nell’Hotel de Ville di Lione; e 4 ( dei conii 1667, 1669 e 2 del 1671) sono in possesso di privati; quello del 1669 è esposto in questa sala grazie alla disponibilità del privato proprietario.
Dal punto di vista numismatico queste monete hanno un grandissimo valore, legato allo scarso numero di esemplari esistenti e vengono classificati nei cataloghi specializzati (Montenegro 1996, Numismata 1995) con la sigla convenzionale RRRR, cioè rarissime, e conseguentemente il loro valore venale assurge oggi ad alcune migliaia di euro ciascuna.
Tutti i “Luigini” sono stati coniati – dal 1666 al 1687 – dapprima con la tecnica della battitura a martello (sino al 1670) e quindi anche con quella meccanica a pressa.
I “Luigini” a noi giunti presentano alcune caratteristiche comuni, mentre si differenziano fra di loro per latre, legate alle diverse coniazioni annuali.
Tutti hanno peso compreso tra gr. 2,09 e 3,08(pari a 2 denari) , diametro variabile
tra 2,08 e 2,22 cm., spessore compreso tra 1.0 e 1.2 mm.; e titolo variabile da 934 a 965/1000(monete “grosse”), e, morfologicamente presentano tutti, sul recto, il busto
di un Abate che la maggioranza degli storici riferisce a San Onorato , fondatore del Monastero di Lerins, mentre variabili sono le immagini dei versi e le diciture a seconda dei vari conii.


Moneta:
La moneta “Luigino” esposta al Museo (e il cui calco in gesso si trova presso il Museo Bicknel di Bordighera) è del 1669 , ha un diametro di cm. 2,1 e uno spessore di mm. 1,0; pesa gr. 2,14 (circa 2 denari) e ha una lega pari a 958/1000(gr. 2,50 di Ag e 0,097 di Cu)che la classifica come moneta grossa.
Risulta essere una delle ultime monete battuta a Seborga con la tecnica a martello in quanto i monaci introdussero nella Zecca seborghina un bilanciere di Droz nel 1670 , avendolo acquistato da un artigiano di Arles.
Le caratteristiche morfologiche di questa moneta sono esattamente quelle proprie di tutte quelle coniate nel 1669 con le diciture, in latino, “Decus et Ornamentum Ecclesiae”( Onore e Ornamento della Chiesa) al recto e “Monasterium Lerinense Princeps Seplchri Congregationis Cassinensis”(Monastero di Lerino, Principe del Sepolcro, della Congragazione di Montecassino) al verso.
La presente moneta faceva parte della collezione del Conte Cordero di S. Quintino nel XVIII sec. e venne acquistata dall’attuale proprietario nel corso di un’asta a Montecarlo nel 1998: sembra sia l’unica in mano privata in Italia a tutt’oggi.

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